Il venerdì successivo alla dolorosa, per quanto nello stile Inter, eliminazione dalla Champions League, a causa di un tragicomico pareggio nella sfida conclusiva al “Meazza” contro il già ultimo Psv Eindhoven, Beppe Marotta è stato annunciato come nuovo Amministratore Delegato per l’area sport della squadra nerazzurra. L’arrivo in casa Inter dell’ex dirigente della Juventus era però nell’aria già da un po’ di tempo; pochi giorni dopo il suo addio al club bianconero (annunciato a settembre, concretizzatosi a fine ottobre) i maggiori quotidiani sportivi nazionali già parlavano infatti di primi contatti tra Marotta e Steven Zhang.
La separazione tra la “Vecchia Signora” ed il suo a.d. è stata senza dubbio inaspettata per tutti gli addetti ai lavori, soprattutto nelle tempistiche e per il pochissimo tempo in cui si è consumato il divorzio. Il 24 settembre scorso infatti Marotta vinceva a Madrid il “Best Executive”, una sorta di premio al miglior manager dell’anno a livello europeo, ringraziando profondamente Agnelli e la Juventus per i suoi successi personali, non lasciando intravedere nessun segnale di una possibile separazione dal club grazie al quale si è imposto in questi anni alla ribalta internazionale nel ruolo di a.d., proiettandosi anzi al futuro e ad una possibile Champions da conquistare a maggio 2019 in quella stessa città. Soltanto 5 giorni più tardi, invece, lo stesso Marotta si presentava ai microfoni di Sky dopo Juve-Napoli, annunciando il suo addio alla società bianconera, per volontà del club stesso e del suo presidente.
- Un commosso Giuseppe Marotta annuncia il suo addio alla Juventus.
Non si comprende bene dunque se 5 giorni prima a Madrid, l’ex a.d. della Juve facesse buon viso a cattivo gioco, utilizzando parole di circostanza, oppure semplicemente ancora non fosse a conoscenza della decisione presa dalla società. Se fosse vera la prima opzione, come io credo, emergerebbe una volta di più la solidità del club bianconero, che riesce sempre, in ogni circostanza, a non far trapelare nulla prima che diventi ufficiale, prima che accada. Ed è proprio questo il primo problema che Marotta è chiamato a provare a risolvere all’Inter: l’incapacità cronica della società nerazzurra di “lavare i panni sporchi in famiglia”. A tal proposito proprio ieri, dopo Inter-Benevento di Coppa Italia, riguardo l’ipotesi di una possibile cessione di Miranda durante il mercato di gennaio, Luciano Spalletti si è espresso in questi termini, sottolineando proprio questo aspetto: “Se Miranda mi ha chiesto di lasciare l’Inter? Per me è sempre un problema di ciò che si sente dire e che si raccatta dalle amicizie che si hanno: nell’Inter ci sono delle amicizie che fanno uscire delle cose, ma queste cose si mettono ai bordi della squadra. Quelli che fanno uscire le cose indeboliscono l’Inter, Miranda a me non ha detto nulla, è un professionista serio. Dovete dirmi voi cosa…“. Solo quando ha avuto alla guida uomini forti la società nerazzurra è riuscita ad estirpare questa cattiva abitudine, in tempi abbastanza recenti soltanto con Mourinho, che all’epoca gestiva praticamente tutto in prima persona. In quel periodo, ad esempio, nessuno era a conoscenza dei frequenti ritardi di Maicon agli allenamenti, emersi soltanto diversi anni più tardi. I tifosi dell’Inter adesso sperano che questo ruolo possa essere occupato proprio dal nuovo a.d.
Certamente il primo mese del suo nuovo incarico, almeno per quanto riguarda gli avvenimenti extra-campo, è stato tutt’altro che facile, facendogli capire sin da subito la difficoltà di gestire una piazza sentimentale e nevrotica come quella nerazzurra, che però adesso con la nuova proprietà sta pian piano tentando di strutturarsi in modo tale da raggiungere un certo equilibrio dentro e fuori dal campo. Prima il caso Nainggolan, arrivato in ritardo all’allenamento precedente all’importante match di campionato contro il Napoli ed escluso dai convocati per la partita del giorno seguente, poi la bufera Icardi (oltre alle note vicende di Inter-Napoli su cui in questa sede preferirei non soffermarmi e per la quale la società giustamente ha deciso di non ricorrere per non creare ulteriori polemiche, anche se forse ce ne sarebbero stati gli estremi). Ancora una volta ad accendere la miccia è stata la moglie-procuratrice del capitano dell’Inter, Wanda Nara, che prima ha parlato di quanto Maurito sia stato vicino ad indossare la maglia della Juventus quest’estate e di quanto la società fosse disponibile a cederlo di fronte ad un’offerta congrua, sottolineando che solo la ferma volontà di Icardi ha reso possibile la sua permanenza all’Inter, poi ha continuato nei giorni successivi dichiarando a più riprese, soprattutto ai media argentini, di non essersi ancora seduta ad un tavolo per parlare di rinnovo con la società e di avere in mano molte offerte da parte di 4 grandi club europei. A quel punto la Gazzetta ha rilanciato la notizia di una richiesta dell’Inter di non trattare più con Wanda. Icardi non è rimasto a guardare ed è immediatamente intervenuto sui social per difendere Wanda e ribadire la sua posizione riguardo il rinnovo.
- Le “instagram stories” con cui Icardi ribadisce la sua totale fiducia e soddisfazione per l’operato della moglie-procuratrice.
Ad aggravare il tutto il rientro in ritardo dello stesso capitano della squadra nerazzurra dalle vacanze, a causa di un volo cancellato, che ha costretto la società a multarlo, anche in modo piuttosto salato. Già questi primi due provvedimenti presi ai danni del centrocampista belga e dell’attaccante argentino, pare decisi proprio dal nuovo a.d, denotano comunque un mutato atteggiamento, finalizzato alla ricerca di un maggior rigore all’interno dello spogliatoio.
Premesso però che l’Inter non può permettersi di perdere il suo capitano, per ragioni tecniche e di immagine, e che quindi è Icardi ad avere il coltello dalla parte del manico nella trattativa per il rinnovo, è necessario che il club e Marotta facciano capire all’argentino ed alla sua procuratrice che non giova alla squadra e non è sopportabile un atteggiamento di questo tipo. Forzare così tanto la mano è dannoso, inutile (specialmente se, come sembra, c’è da entrambe le parti la volontà di continuare insieme) e soprattutto non si addice per niente all’importante ruolo che Icardi ha in seno alla squadra, cioè quello di capitano.

Un altro concetto su cui Marotta ha molto insistito nelle prime interviste rilasciate da quando è all’Inter è quello relativo all’acquisizione di una mentalità vincente e ha battuto molto su questo tasto anche dopo partite vinte, forse notando nella squadra e nello staff poca cattiveria ed una sorta di appagamento in certe circostanze, che alla Juventus non era abituato a vedere.
- Le parole di Marotta al termine della faticosa vittoria dell’Inter ad Empoli. Un campionario delle espressione più significative pronunciate: mentalità vincente, necessità di miglioramenti, determinazione, motivazione, applicazione.
L’aspetto su cui maggiormente il nuovo dirigente dell’Inter potrà influire però è senza dubbio quello tecnico. Marotta è stato l’autentico dominatore del calciomercato italiano degli ultimi anni, chiaramente grazie alla sua vecchia società ed al suo potere economico, acquisito però anche grazie ad una serie di scelte azzeccate sul piano tecnico che hanno permesso alla Juventus di crescere di anno in anno, incrementando al contempo le sue possibilità economiche. In verità probabilmente la sua presenza scenica ha fatto passare in secondo piano il lavoro di Paratici, il vero regista delle operazioni di mercato della Juventus, come d’altronde richiede il suo ruolo di d.s. E’ indubbia in ogni caso la sua competenza in ambito calcistico, visto che Marotta nasce come direttore sportivo riuscendo poi a far evolvere pian piano la sua figura professionale nel corso della carriera grazie all’ampio spettro di competenze di cui è in possesso. Costituisce quindi e costituirà un appoggio fondamentale per Piero Ausilio, così come lo era per Fabio Paratici, affiancandolo nella scelta dei giocatori, accompagnando però alle valutazioni tecniche anche quelle di natura economica che il suo ruolo impone. Insomma è una personalità nuova nella società nerazzurra che non ha mai avuto nella ultimi anni una figura dalla comprovata competenza calcistica, oltre quella del direttore sportivo. Il ruolo di a.d. e quello di direttore generale sono stati infatti occupati negli ultimi anni da Michael Bolingbroke, Marco Fassone, Alessandro Antonello (ancora in società con il ruolo di Amministratore Delegato Corporate, responsabile di tutte le attività aziendali), ottime figure manageriali, ma non esattamente degli esperti di calcio. Non vi sono dubbi dunque sul fatto che l’esperienza ad alti livelli accumulata da Marotta negli ultimi anni e la popolarità e la stima di cui gode tra gli addetti ai lavori possano costituire un importante incentivo al processo di crescita intrapreso dal club ed anche, perché no, un fattore importante per spingere calciatori di elevato spessore, a cui l’Inter pare voler puntare in un prossimo futuro, ad accettare le avances di una società come quella nerazzurra. Il modo migliore per far acquisire alla squadra la famosa “mentalità vincente” di cui tanto parla il nuovo a.d dell’Inter, rimpinguare il prima possibile una bacheca vuota da troppo tempo e, nel contempo, prendersi una piccola rivincita nei confronti della società che dopo anni di vittorie gli ha dato il benservito.
