Champions League is coming, vol.2

Tra oggi e domani si conclude il quadro delle gare di andata degli ottavi di finale di Champions League. Saranno quattro sfide molto diverse tra loro, due molto sbilanciate nei pronostici, che potrebbero perfino rendere superflua la partita di ritorno, due molto più aperte ed equilibrate. Analizziamole nel dettaglio.

Lione – Barcellona, mission impossible per i francesi

Uno degli ottavi di finale sbilanciati nel pronostico è senza dubbio quello tra Lione e Barcellona, per ovvi motivi. La qualità e l’abitudine dei catalani a giocare partite del genere li rende nettamente favoriti nei confronti della squadra allenata da Bruno Génésio. Attenzione però a non sottovalutare i francesi che hanno già messo in grande difficoltà il Manchester City nella doppia sfida della fase a gironi, sconfiggendo 2-1 la squadra di Pep Guardiola all’Etihad Stadium e pareggiando 2-2 in casa. Le armi con cui il Lione ha messo in difficoltà il City sono state una gestione insistita del pallone, anche nella propria metà campo, e le verticalizzazioni improvvise verso le due punte, dotate di una grande rapidità ed un ottimo controllo di palla, dietro la linea di pressione avversaria. Una grande nota di merito della squadra di Bruno Génésio, è la propensione all’aggressione in avanti dei suoi centrocampisti, Tousart e Ndombelè, verso il portatore di palla avversario.  Un’attitudine naturale al pressing su cui Génésio ha modellato le caratteristiche della sua squadra. La linea difensiva dei francesi, invece, un po’ per le caratteristiche individuali dei calciatori, un po’ per l’attitudine ad offendere della squadra, si trova spesso disattenta in fase di ripiegamento. Potrebbe essere fatale contro Messi e compagni, contro cui si farà sentire e non poco l’assenza di Nabil Fekir, l’unico, insieme a Depay, capace di accendere la scintilla. Molte delle speranze del Lione, in ogni caso, passeranno dalla capacità dei calciatori di Génésio di tenere palla, resistere al pressing avversario e trovare varchi per impensierire la retroguardia blaugrana, cercando altresì di limitare al massimo gli spazi  per le ricezioni di Messi, Suarez, Dembelè, Coutinho e Rakitic alle spalle della linea di pressione. Difficile, non impossibile, ma serve un Barcellona sottotono.

Pressing, coraggio, esplosività e velocità d’esecuzione dei suoi uomini migliori: con queste armi il Lione ha messo in difficoltà il Manchester City e probabilmente proverà a creare problemi al Barcellona.

Il Barca, forse complice il buon margine di vantaggio con cui guida la classifica in Liga, pare essersi un po’ “seduto” nell’ultimo periodo, manifestando perfino insolite difficoltà realizzative. Rimane comunque una delle favorite per la vittoria finale, per la qualità e profondità della rosa ed il gioco e gli automatismi mostrati nella prima parte di stagione. Anche in casa Barcellona non mancano assenze importanti, come quella di Umtiti, sostituito da Langlet, e di Arthur Melo, giocatore straordinario e pedina fondamentale per Valverde. Spazio dunque a Coutinho nel ruolo di mezzala, accanto a Rakitic e Busquets, ed a Dembele in avanti.

Alcuni cenni statistici: ottimo momento per il Lione, che ha perso solo una delle ultime 9 gare disputate (la sfortunatissima trasferta di Nizza), ma non ha mai vinto nei sei precedenti contro il Barcellona. Le due squadre si sono già affrontate in un ottavo di Champions League, esattamente 10 anni fa: 1-1 a Lione e vittoria 5-2 del Barca al “Camp Nou”. Passaggio del turno per i blaugrana che si avviarono verso la conquista della prima Coppa con Guardiola in panchina. Passando all’attualità, Luis Suarez non segna in trasferta in Champions League addirittura da 15 partite (Roma – Barcellona 1-1 del 16 settembre 2015). Curiosità: entrambe le squadre arrivano imbattute a questi ottavi di finale.

Liverpool -Bayern Monaco, scontro tra titani

Liverpool-Bayern si configura senz’altro come uno dei match più equilibrati tra quelli previsti. A differenza di quello che probabilmente avremmo detto se questa sfida si fosse proposta nel corso degli anni passati, adesso è la squadra di Jurgen Klopp a partire favorita, specialmente in questo match d’andata che si disputerà tra le mura amiche di “Anfield Road”. Il Bayern non è più la corazzata degli anni scorsi. Soprattutto, a mio avviso, non ha saputo rinnovarsi ed attuare un ricambio generazionale, anche graduale, che sarebbe risultato fondamentale per continuare a competere agli altissimi livelli a cui ci aveva abituato negli ultimi anni. Niko Kovac ha dovuto ben presto rinunciare al modulo che lo aveva reso vincente a Francoforte, il 3-5-2 / 5-3-2, finalizzato alla ricerca della superiorità posizionale sulla trequarti  tramite la ricezione  di uno dei 4 uomini posizionati tra le linee di centrocampo e difesa avversarie, optando per un più tradizionale 4-2-3-1, meglio conosciuto dai suoi interpreti perché utilizzato da tutti gli allenatori che si sono succeduti negli ultimi anni sulla panchina dei tedeschi, orientato all’assunzione di un atteggiamento più prudente in fase di possesso per rendere più efficace la transizione difensiva, molto scadente nella prima parte di stagione. La manovra si sviluppa maggiormente in orizzontale per ricercare l’ampiezza e l’ 1 vs 1 di uno dei due esterni d’attacco (nel caso specifico molto probabilmente Gnabry e Coman) o la giocata di Thiago Alcantara, leader tecnico discontinuo della squadra tedesca. I bavaresi comunque sembrano aver trovato una buona continuità di risultati nell’ultimo periodo, se escludiamo la sconfitta di un paio di settimane fa a Leverkusen, contro una squadra, il Bayer, che ha applicato un pressing feroce sul portatore di palla, simile al gegenpressing delle squadre di Klopp, finalizzato al recupero immediato del pallone una volta perso. E’ proprio la tenuta difensiva il tallone d’achille dei tedeschi, in una stagione in cui perfino gli elementi migliori come Süle, Boateng e Hummels stanno commettendo errori individuali piuttosto evidenti. Probabile dunque che Kovac metta in campo i suoi con un atteggiamento piuttosto prudente, carcando di lasciare il pallino del gioco agli avversari, o comunque evitando di aprire spazi al terribile trio Manè-Salah-Firmino.

In realtà anche il Liverpool non sta attraversando il suo momento migliore, essendo stato eliminato dalla F.A. Cup e avendo dilapidato quasi tutto il vantaggio in Premier nei confronti del City (squadre appaiate in classifica, ma con i Reds che hanno giocato una partita in meno), dopo aver avuto la possibilità di infliggere il colpo di grazia ai rivali nello scontro diretto di inizio gennaio. Una delle cause dell’appannamento della squadra di Jurgen Klopp risiede nella scarsa vena di Bobby Firmino nell’ultimo periodo. L’attaccante brasiliano è andato a segno soltanto in 1 degli ultimi 6 match giocati dal Liverpool, ma più in generale è apparso meno incisivo del solito nel suo fondamentale lavoro di raccordo della manovra, solitamente eseguito con grande dedizione e soprattutto qualità. Pesantissima però sarà l’assenza di Virgil Van Dijk , che i Reds hanno già dimostrato in altre occasioni di soffrire particolarmente per la capacità del leader difensivo di tener unito e guidare il reparto sia nelle fasi di pressing che in quelle di difesa bassa. In ogni caso, se gli uomini di Jurgen Klopp riusciranno a giocare con l’intensità che li contraddistingue e che sono abituati a mettere in campo soprattutto nelle partite ad eliminazione diretta, sarà difficile per i bavaresi reggere l’urto.

Nell’ultimo match di Premier contro il Bournemouth il Liverpool e lo stesso Firmino sono apparsi in ripresa. L’assist del brasiliano per il gol di Salah è straordinario ed è un saggio delle capacità tecniche e di visione di gioco del numero 9 del Liverpool.

Alcuni cenni statistici: Robert Lewandowski, nonostante una stagione sottotono in Bundesliga, si esalta nelle serate di coppa. Al momento è infatti il capocannoniere della competizione con 8 reti segnate in 6 partite. Stasera in campo ben 10 Coppe dalle grandi orecchie (5 per parte): Liverpool e Bayern occupano, assieme al Barcellona, il terzo posto in questa classifica, alle spalle soltanto di Real (13) e Milan (7). L’ultimo confronto in assoluto è stato nella Supercoppa Europea del 2001, con il Bayern campione d’Europa e i Reds detentori dell’allora Coppa UEFA. Ne uscirono vincitori gli inglesi per 2-3, dopo essere andati in vantaggio 3-0.

Atletico Madrid -Juventus, prove generali al Wanda?

Domani sera finalmente è anche la volta della Juventus. C’è grande attesa per i Campioni d’Italia, verso cui si sono moltiplicate le attenzioni di tutti, in ambito europeo, in virtù dell’arrivo in bianconero di Cristiano Ronaldo. Curioso tra l’altro che la prima partita ad eliminazione diretta dei bianconeri si giochi proprio nello stadio che ospiterà la finale Sabato 1 Giugno 2019. Ma è proprio questo il motivo per cui l’Atletico darà l’anima in questo doppio confronto contro la Juve. Il sogno di giocare in casa la terza finale in 6 anni è un qualcosa di troppo grande e bello per non provare in tutti i modi a raggiungerlo. Oltre ai motivi citati sarà uno scontro molto interessante perché metterà di fronte due squadre con una forte e simile identità. Due squadre “di lotta e di governo” che non hanno mai nascosto il loro animo pragmatico, concreto. In particolar modo i “Colchoneros” vivono un’esaltazione quasi mistica nella sofferenza (e paradossalmente proprio questi che possono essere considerati gli anni più gloriosi della storia dell’Atletico sono anche gli anni in cui sono arrivate le sofferenze più atroci, come quelle causate dalle due finali di Champions perse contro i rivali cittadini del Real). In ogni caso, entrambe le squadre fanno della compattezza in fase di non possesso il loro mantra ed prediligono rifiatare spesso con lunghe fasi di difesa posizionale. Se la squadra di Simeone non offre molte varianti sul tema, affidandosi quasi esclusivamente alle ripartenze ed alla capacità dello straordinario Griezmann di fluttuare alla ricerca dello spazio migliore per ricevere il pallone, la Juventus è una squadra molto più camaleontica e alterna fasi di difesa posizionale ad altre fasi di pressing e di possesso insistito, soprattutto quando si tratta di iniziare l’azione fin dal portiere. Specialmente questa di andata sarà dunque una partita molto probabilmente noiosa, ma interessante sul piano tattico, in cui la Juve dovrà provare a far valere il maggior tasso tecnico a sua disposizione per uscire indenne dal Wanda Metropolitano e affrontare con serenità il match di ritorno tra le mura amiche. Molto importanti i recuperi di Bonucci e Chiellini, un calciatore che a 34 anni sta vivendo il periodo migliore della sua carriera, da una parte, e Diego Costa, elemento fondamentale per il calcio di Simeone che però dovrebbe partire inizialmente dalla panchina, dall’altra.

Uno dei fondamentali in cui Chiellini è molto migliorato nell’ultima fase della sua carriera sono gli anticipi, più precisi e tempestivi, che hanno contribuito a limitare il numero di falli del 3 bianconero. L’addio di Bonucci lo scorso anno lo ha infine responsabilizzato maggiormente nella fase di possesso, migliorando la sua visione di gioco e capacità di lettura degli spazi.

Alcuni cenni statistici: le due squadre recentemente si sono già affrontate nella fase a gironi della Champions League 2014/2015. La Juve non riuscì a segnare nella doppia sfida, pareggiando 0-0 a Torino e perdendo di misura a Madrid per opera di un gol di Arda Turan. Ma adesso c’è Ronaldo, che ha segnato 22 gol in 29 sfide contro i Colchoneros. L’Atletico Madrid, però, non ha mai perso nelle ultime 12 partite casalinghe di Champions League nella fase a eliminazione diretta con un bilancio di 7 vittorie e 5 pareggi e nelle ultime 10 di queste ha subito una sola rete. In questa edizione di Champions League solo l’Atletico Madrid ha subito meno tiri in porta della Juventus dall’interno dell’area di rigore (6 contro 9, Fonte: Eurosport).

Schalke 04 – Manchester City, esito quasi scontato

L’ottavo di finale più sbilanciato nei pronostici è sicuramente quello che mette di fronte Schalke 04 e Manchester City. La squadra di Domenico Tedesco, dopo aver sorpreso tutti nella scorsa stagione in Bundesliga con un 3-5-2 aggressivo, verticale, ma a tratti ragionato , nella stagione in corso, nonostante la qualificazione agli ottavi di Champions, sta faticando non poco a trovare la quadra, complice la partenza di Leon Christoph Goretzka, passato al Bayern l’estate scorsa e non sostituito adeguatamente dalla dirigenza del club. Le difficoltà riscontrate hanno portato Tedesco a schierare i suoi con un 4-2-3-1 più prudente in fase di non possesso, che però ha aumentato i problemi della squadra in fase realizzativa, con il centravanti titolare, il giovanissimo Embolo, che sta faticando tantissimo a trovare la via della rete.

Il Manchester City, invece, è in un momento molto positivo della stagione, dopo un Dicembre al di sotto delle attese. I Citizens sembrano essere tornati l’armata invincibile dello scorso anno e adesso fanno davvero paura a tutti. La squadra gioca a memoria e soprattutto pare aver raggiunto il massimo della condizione psico-fisica proprio nel momento più importante della stagione, cosa quasi mai accaduta nelle ultime stagioni alle squadre allenate da Pep Guardiola. In particolare alcune delle individualità più importanti stanno attraversando un momento particolarmente brillante, da Fernandinho ad Aguero, passando per Sterling e l’instancabile Bernardo Silva. Proprio per questo i Campioni d’Inghilterra potrebbero chiudere il discorso qualificazione già nella partita d’andata in terra tedesca.

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Domenico Tedesco, il giovanissimo tecnico dello Schalke 04 di origini calabresi. Una sorpresa della scorsa stagione, il suo Schalke è in difficoltà in quella corrente.

Alcuni cenni statistici: per 10 volte Guardiola ha disputato la Champions da allenatore e per 10 volte è giunto almeno agli ottavi di finale. Infallibile. Lo Schalke 04, invece, è stato eliminato agli ottavi in tutte le ultime tre partecipazioni alla Champions League: l’ultima volta che ha superato questa fase del torneo era il 2011, quando arrivò in semifinale, dopo aver umiliato l’Inter campione d’Europa in carica ai quarti, vincendo 5-2 a San Siro (la partita dello straordinario gol da centrocampo di Dejan Stankovic a 30 secondi dal fischio d’inizio, per intendersi).

Buona Champions a tutti!

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