Eccoci dunque e un benvenuto a tutti coloro che avranno la voglia di leggere di volta in volta ciò che verrà pubblicato su questo blog.
Innanzitutto partiamo col dire che se siete capitati qui è perché siete profondamente appassionati di sport come colui che vi sta parlando in questo momento. Il mio impegno è quello di riportare questa passione nei miei articoli, nei miei approfondimenti, nelle mie analisi. Sarei felice se intanto riuscissi a perseguire questo intento.
Questo grande amore per lo sport in me è stato sempre accompagnato da una altrettanto profonda voglia di raccontarlo. Pur avendo giocato abbastanza a lungo a calcio con mediocri risultati voi pensate che il mio sogno da piccolo fosse quello di fare il calciatore? No, io sognavo di fare il telecronista. E’ per questo che un po’ in ritardo rispetto ad un’ipotetica tabella di marcia ho deciso di imbarcarmi in questa avventura. Almeno inizialmente gli articoli non saranno molto frequenti (spero però interessanti) dato che sarò il solo a scrivere su questo blog. Spero che nel cammino possano aggiungersi altri collaboratori ed anzi invito chiunque stia leggendo questa mia presentazione e reputi di avere la mia stessa passione per lo sport e per la scrittura a farsi avanti.
Vi parlerò principalmente di calcio e ciclismo, almeno inizialmente. Sono gli sport che seguo di più e non mi sembrerebbe giusto parlare di ciò che non conosco approfonditamente, quantomeno da un punto di vista tecnico. Non disdegnerò tuttavia articoli riguardanti altre discipline, di natura storica e aneddotica. Quello che cercherò di fare, in ogni caso, è raccontare storie, ma anche dare opinioni, analizzare con occhio critico. Tutto questo però sempre con sguardo scanzonato, evitando qualsiasi tipo di atteggiamento polemico e cercando di non farmi condizionare dalla mia fede calcistica.
Veniamo al nome: Difesa Alta. Esso rappresenta un chiaro riferimento ad un certo atteggiamento tattico che può essere tenuto in campo da una squadra di calcio. Sappiamo tutti le difficoltà in cui versa il movimento calcistico italiano negli ultimi anni. A dire il vero nella stagione in corso le cose sembrano migliorare notevolmente, con una nazionale in crescita e i club italiani impegnati nelle competizioni europee tutti in lizza per la qualificazione, per quello che sarebbe un clamoroso en-plein. Non può rimarginarsi però in così poco tempo la dolorosissima ferita di appena un anno fa della sconfitta nel playoff mondiale contro la Svezia, che rimarrà per sempre una macchia indelebile nella storia della nostra nazionale. E’ vero, probabilmente abbiamo saltato una generazione di calciatori di alto livello, che invece adesso sembrano tornare, ma è importante fare di tutto affinchè ciò non accada più. Il cambiamento maggiore che il nostro calcio deve perseguire è, a mio avviso, a livello di mentalità, a partire dagli allenatori dei bambini che si rapportano allo sport che devono configurarsi più come istruttori che come allenatori veri e propri. Sono consapevole però che questo cambiamento può avvenire soltanto a lungo termine, mentre ciò che intanto può essere modificato, e in parte sta già avvenendo, è l’atteggiamento dello nostre squadre in campo. Io sono un convinto sostenitore di un calcio propositivo, pur rimanendo consapevole della possibilità di raggiungere il risultato in vari modi, tutti ugualmente dignitosi. Questo blog raccontando storie, aneddoti passati, ma strizzando l’occhio all’attualità ed al futuro vuole rappresentare una sorta di ponte tra storia, tradizioni, modernità ed innovazioni, a dir poco indispensabili anche nello sport. E’ in quest’ottica che si inserisce il nome del blog: “Difesa Alta” è una sorta di ossimoro molto utilizzato in gergo calcistico che vuole rappresentare in questo caso, attraverso l’accostamento delle due parole, una sorta di compromesso tra il ricordo e la memoria di ciò che siamo stati e che ha portato grandi successi e la necessità di essere al passo con i tempi e non rimanere ancorati alle vecchie certezze, perchè nel calcio e nello sport, così come in tutti gli ambiti della vita, se non si cambia si regredisce.
Non voglio annoiarvi con altri formalismi, per cui vi saluto, sperando di tenervi compagnia nei prossimi mesi.
A presto, e buone letture future, se vi va.

Grande mazze ! In bocca al lupo per questa avventura.
Come dicevi siamo in un momento storico particolare perché i club italiani sembrano poter riprendere i posti che gli spettano in Europa ma in contrapposizione abbiamo la nazionale italiana che ha faticato e che secondo me fatica ancora un po’.
In ogni caso il cambiamento deve essere a lungo termine e il movimento non deve farsi annebbiare gli occhi a mio parere dal momento positivo dei club italiani in Europa.
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